
Origini e contesto medico
La riproduzione assistita gioca un ruolo specifico in caso di infertilità di coppia nelle prime fasi del processo riproduttivo, per superare eventuali difficoltà ostative, una volta considerate di difficile soluzione. Le origini della fecondazione assistita risalgono agli anni '70, con i primi tentativi di superare le barriere, causa della sterilità umana e migliorare le possibilità di concepimento. Nel 1978 grazie alla fecondazione in vitro, denominata FIVET, condotta da Robert Edwards e Patrick Steptoe, si ebbe il primo caso di concepimento con nascita di una bambina, evento che segnò una pietra miliare nella medicina riproduttiva. La continua ricerca scientifica ha permesso di chiarire i meccanismi biologici alla base della riproduzione umana, proponendo metodiche più precise e sofisticate come l'iniezione intracitoplasmatica dello spermatozoo (ICSI) .
Tecniche di fecondazione assistita (FIVET, ICSI, IVF, surrogacy): come funzionano
La fecondazione in vitro (FIVET) consiste nel prelevare previa stimolazione ovarica gli ovociti dalla donna, successivamente fertilizzati in laboratorio con spermatozoi prelevati e selezionati. Dopo lo sviluppo dell’embrione, questo viene impiantato nell'utero. Questa metodologia si applica generalmente in situazioni di sterilità dovuta a tube ostruite, endometriosi severa o infertilità da causa ignota. L'iniezione intracitoplasmatica di spermatozoi (ICSI) è una variante più avanzata, indicata in caso di infertilità maschile, da oligoastenospermia severa. In questi casi un singolo spermatozoo viene iniettato mediante puntura nell'ovocita, aumentando significativamente la possibilità di fecondare. Accanto a queste, si sviluppano alternative particolari come la surrogacy, ovvero l'utero in affitto, una donna , madre surrogata, porta avanti una gravidanza, praticata in contesti legali e culturali diversificati, offrendo un'opportunità a coppie con infertilità accertata non modificabile, di ottenere un figlio mediante il coinvolgimento di una madre appunto surrogata. Il loro utilizzo è oggetto di questioni etiche e legali, che richiedono un quadro normativo differente in ogni nazione.
Indicazioni cliniche e criteri di selezione
La valutazione iniziale della coppia con infertilità comprende una rigorosa anamnesi sulla storia riproduttiva, lo stato di salute in generale, la verifica delle condizioni ovariche e spermatiche e l’analisi dei fattori di infertilità o di eventuali patologie genetiche presenti associate.
Le principali indicazioni sono l’infertilità di origine evidente, come l’endometriosi, l’oligospermia grave, le patologie tubariche o uterine, le situazioni di sterilità idiopatica dopo tentativi ripetuti non riusciti. Un ulteriore campo di applicazione delle tecniche di fecondazione assistita si ha in casi di malattie genetiche ereditarie, con necessità di selezione genetica degli embrioni, in presenza di fattori immunologici o ovulatori seriamente alterati e non modificabili, che impediscono il concepimento spontaneo.
Ruolo dell'uomo nel processo riproduttivo
La fertilità maschile può essere influenzata da fattori genetici, ambientali e stile di vita. La valutazione e il monitoraggio della qualità dello sperma, attraverso esami dedicati, consentono di individuare eventuali problematiche alla base della riuscita del processo riproduttivo.
Aspetti etici e legali
La manipolazione genetica e la selezione degli embrioni, se da un lato offrono opportunità terapeutiche, dall'altro suscitano preoccupazioni sul rischio di eugenetica e di modifica dell'essenza stessa dell'umanità. Da qui nascono condivisibili discussioni sugli aspetti etici, legali e sociali della fecondazione assistita, una delle questioni più complesse e dibattute nel panorama della medicina riproduttiva.
Le normative variano considerevolmente tra i diversi Paesi, influenzando l'accesso alle tecniche, le condizioni per l'utilizzo di tecnologie come la maternità surrogata o la crioconservazione di gameti. Non esiste un quadro normativo condiviso dai vari paesi e questo crea disparità e situazioni di incertezza legale, lasciando alle coppie e ai professionisti del settore spazi di interpretazione e inevitabili controversie.
La fecondazione assistita in Italia
La fecondazione assistita (PMA) in Italia è regolata dalla Legge 40/2004 e si basa su requisiti specifici, ovvero si rivolge a coppie eterosessuali con sterilità accertata. Successive modifiche della Corte costituzionale, includono la fecondazione eterologa riconoscendo l'infertilità come patologia, rendendo possibile l’accesso alla PMA con ticket tramite Servizio Sanitario Nazionale (SSN), con determinati limiti di tentativi ed età non superiore ai 46 anni dispensata da strutture pubbliche anche se con lunghe liste d'attesa.
Possono accedere coppie maggiorenni, eterosessuali, coniugate o conviventi, con infertilità certificata, o coppie fertili portatrici di patologie genetiche trasmissibili, siero discordanti, o che hanno crioconservato gameti.
La fecondazione eterologa ora è permessa, con accesso tramite certificazione medica di sterilità assoluta, con limite di età femminile di 46 anni e un numero massimo 6 tentativi omologhi/eterologhi per coppia.
Costi privati: Variano (3.000-5.000€).
Probabilità di riuscita della fecondazione assistita
Le probabilità di successo della fecondazione assistita dipendono da molti fattori, in particolare dall’età della donna, tecnica utilizzata, qualità dei gameti utilizzata. Le probabilità di successo a 35 anni sono stimate intorno al 35% delle procedure, mentre a 42 anni calano drasticamente al 5-10%
Implicazioni psicologiche e dinamiche di coppia
Le implicazioni psicologiche associate alla fecondazione assistita rappresentano una questione da non trascurare, spesso influenzano il benessere emotivo e la stabilità relazionale della coppia che affronta tale percorso. L’ansia e la pressione sociale possono intensificare lo stress psicologico, portando, in alcuni casi, a difficoltà comunicative tra le coppie. È importante considerare l’impatto della fecondazione assistita sul substrato emozionale della coppia, sulle attese e speranze sull’equilibrio psicologico, cercando di mantenere un approccio realistico. La presenza di un supporto psicologico specializzato dedicato si rivela di estrema importanza nel rafforzare la comunicazione e sostenere la coppia nel percorso e deve necessariamente far parte del protocollo.
Sicurezza, rischi e gestione delle complicanze
Tra le complicanze più comuni si evidenziano le reazioni avverse alla stimolazione ovarica, come la sindrome da iperstimolazione ovarica (OHSS), che richiede un monitoraggio tempestivo e idoneo supporto terapeutico. Il trasferimento embrionario o il prelievo delle cellule germinali comportano rischi di infezioni, sanguinamenti e danni ai tessuti circostanti, usualmente non preoccupanti.
I rischi di anomalie genetiche o di parto pretermine sono anche loro realtà non trascurabili che vanno attentamente valutate e discusse nella fase preliminare di studio e preparazione.
Prospettive future e innovazioni tecnologiche
L'integrazione di intelligenza artificiale e big data si sta affermando e permette di ottimizzare la selezione degli embrioni, con il raggiungimento di performance in termini di successo e contrazione dei rischi di anomalie genetiche prima non immaginabili. La genetica predittiva offre la possibilità di identificare precocemente la presenza di patologie ereditarie. La crioconservazione avanzata, con tecnologie di vitrificazione di ultima generazione, consente di preservare la fertilità maschile e femminile in modo più efficace e duraturo
Considerazioni pratiche
Per garantire un adeguato supporto all'uomo, la comunicazione deve essere chiara, sensibile e rispettosa delle diverse condizioni emotive e psicologiche con cui ci si confronta, aiutando l’uomo a superare eventuali ansie, frustrazioni o sensi di colpa. È necessario fornire un quadro completo delle possibilità terapeutiche, evidenziando e proponendo un percorso di cura personalizzato che tenga conto delle caratteristiche del singolo individuo.
Conclusioni
La delicatezza delle scelte nel campo della riproduzione assistita impone il rispetto della dignità, dei diritti degli individui e delle coppie che accedono al trattamento.
La discussione etica si focalizza anche sull’umanizzazione dei processi e sulla responsabilità di garantire che ogni intervento sia sempre motivato dal benessere delle persone, senza sfociare in pratiche eugenetiche o discriminazioni.
Questa nuova opportunità è in continua evoluzione, grazie ai progressi scientifici e tecnologici e rappresenta un’opportunità per molte coppie che affrontano il problema della infertilità di coppia in un panorama in crescente aumento. La riproduzione assistita può intervenire nelle prime fasi del processo riproduttivo, permettendo di superare ostacoli una volta considerati di difficile soluzione.
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