Varicocele: che cos'è e quali esami diagnostici sono necessari

Varicocele
Il varicocele è la patologia maschile più diffusa del maschio adulto. Questa può manifestarsi nel 15 - 20% dei maschi in epoca peri puberale, spesso associata a problemi di infertilità o diminuzione della fertilità, che si stima essere presente in oltre il 40- 50% dei casi. L’epoca di insorgenza normalmente è preadolescenziale, aggravandosi nel corso dello sviluppo puberale.

Che cos'è il varicocele

Ma cos’è il varicocele. Nei testicoli si può creare a livello del funicolo, quel cordone che conduce il sangue arterioso e venoso al testicolo, una dilatazione di questo plesso, come ad esempio può avvenire in altri distretti, ossia nelle gambe, creando le varici, nell’ano creando le emorroidi e nel testicolo creando il varicocele, ossia una dilatazione persistente del sistema venoso, che provoca una alterazione vascolare. Questa si può tradurre in mutazioni di tipo metabolico, che vanno a influire sulla crescita degli spermatozoi, ma anche sulla loro morfologia e vitalità, ossia crea un danno istologico al testicolo. Il varicocele può svilupparsi su entrambi i testicoli anche se per ragioni anatomiche è estremamente più frequente sul testicolo sinistro, nel 95% dei casi, più raro sul destro, 5% dei casi. In merito alle cause scatenanti si sono fatte varie congetture. Il varicocele quando presente è quasi sempre asintomatico. Può essere evidenziato in maniera incidentale nel corso di una visita pediatrica o andrologica, nell’epoca peri puberale.

Spermatozoi

Sintomatologia del varicocele

Quando il varicocele non è asintomatico, questo si può manifestare con dolore o più spesso con senso di peso riferito al testicolo, frequentemente durante l’attività fisica sportiva o la palestra, qualora si verifichino bruschi aumenti di pressione addominale. Dal punto di vista semeiologico, clinico, il varicocele viene suddiviso in quattro gradi, nel primo grado questo non appare visibile, ma evidenziabile con indagini strumentali, mentre nel quarto grado , si manifesta con delle tumefazioni evidenti a carico del testicolo, che aumentano ulteriormente con le manovre di ponzamento, ossia con l’aumento indotto della pressione addominale, manovra che viene chiamata spinta di Valsalva. Quando il varicocele è veramente evidente si notano delle vene che disegnano lo scroto, serpiginose e gonfie che allarmano il paziente. La presenza di varicocele, può indurre alterazioni dello spermiogramma, che si manifestano a carico del numero o della vitalità e/o della morfologia. L’esame deve essere eseguito, per evitare lo stabilizzarsi di tale situazione, che può alla lunga, indurre una sterilità di coppia.

Gli esami diagnostici per il varicocele

Eco Color Doppler TesticolareL’esame più diffuso, oltre alla visita, è l’EcoColorDoppler testicolare, con cui si misurano le dimensioni del testicolo, con il contestuale esame colordoppler, che riporta la velocità dei flussi venosi, sia riposo, che dopo le manovre che evocano l’aumento della pressione addominale, permettendo di stabilire la “gravità” del quadro. Studi istologici hanno dimostrato, unitamente a studi microscopici ultrastrutturali, come la ipo fertilità maschile sia legata ad alterazione della testa dello spermatozoo che appare per lo più deformato, con un aumento sensibile delle forme appuntite. Questo quadro sembrerebbe essere patognomonico del varicocele e condurrebbe ad una diminuzione del potere di penetrazione dello spermatozoo nell’ovulo. L’indicazione al trattamento, è data dallo specialista andrologo e normalmente si trattano i cosiddetti varicoceli sintomatici, ossia che provocano alterazioni qualitative dello spermiogramma. La presenza di varicocele, di per sé, non è un’indicazione al trattamento chirurgico. Si trattano varicoceli sintomatici che inducono una riduzione del volume testicolare rispetto al controlaterale o che abbiano indotto alterazioni qualitative del liquidò seminale.

Il varicocele può essere corretto attraverso molteplici approcci di tipo chirurgico, anche mininvasivo. La via più comune e più diffusa negli anni è quella della chirurgia open, che prevede una piccola incisione inguinale, l’isolamento e la legatura delle vene spermatiche a livello del canale inguinale interno. Questo approccio chirurgico richiede mediamente un giorno di ricovero, circa 20 -30 minuti di intervento chirurgico e si svolge in anestesia loco regionale. La tecnica laparoscopica, mini invasiva, viene indicata qualora vi sia una bilateralità del varicocele, mentre l’approccio con la radiologia interventistica, risulta una valida scelta in casi selezionati, per la sua semplicità di esecuzione, che prevede esclusivamente un day surgery e un’anestesia locale. Studi scientifici, negli anni, hanno dimostrato come, dopo un intervento chirurgico di varicocele, laddove esistono le indicazioni terapeutiche corrette, questo possa portare ad un incremento sensibile della qualità e quantità degli spermatozoi, per un miglioramento della spermatogenesi in generale, e una immediata risoluzione della sintomatologia soggettiva come il dolore, il peso e la tumefazione testicolare. Inoltre sono descritti in letteratura significativi aumenti di gravidanze dopo intervento chirurgico probabilmente legate al notevole miglioramento della qualità del liquido seminale.

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