Prostata ingrossata: cause, sintomi e rimedi

Iperplasia prostatica benigna

Che cos’è l’Iperplasia Prostatica Benigna (IPB)

prostata ingrossataL’iperplasia prostatica benigna (IPB) costituisce una delle malattie più diffuse nel sesso maschile e diventa sempre più frequente negli uomini con l’avanzare dell’età, specialmente dopo i 50 anni. Cambiamenti causati dagli ormoni, tra cui il testosterone e soprattutto di idrotestosterone (un ormone associato al testosterone) sembrano essere le cause più frequenti.

L’aumento del volume prostatico, lentamente progressivo negli anni, è legato all’aumento delle cellule che formano la ghiandola prostatica, questa comprime progressivamente l’uretra schiacciandola e blocca il flusso di urina (ostruzione urinaria). In un soggetto affetto da IPB, la vescica può non svuotarsi completamente creando infezioni ricorrenti e calcoli nella vescica e genera un flusso con una bassa pressione fino a costringere il paziente alla posizione seduta per non “bagnarsi le scarpe”. L’ostruzione prolungata può indebolire la vescica che tende a ingrandirsi e a sfiancarsi fino a indurre danni anche renali con l’istaurarsi di una insufficienza renale lentamente progressiva.

Quali sono i sintomi della Prostata Ingrossata?

PollachiuriaI sintomi da iperplasia prostatica benigna, si manifestano quando la prostata si indurisce generando una perdita di elasticità come avviene come complicanza nelle prostatiti ricorrenti o può, ingrossata, iniziare a ostacolare il flusso di urina. Gli urologi utilizzano l’espressione “sintomi del tratto urinario inferiore” o LUTS (lower urinary tract symptoms) per descrivere l’insieme di sintomi che l’IPB può causare. In un primo tempo, i pazienti possono presentare difficoltà nella minzione. Successivamente può anche essere recepita come incompleto svuotamento, accompagnata a voglia di urinare nuovamente nel breve periodo. Il cattivo svuotamento, porta il paziente a urinare con più frequenza (pollachiuria) anche 10-14 volte al dì, spesso di notte (nicturia), riducendo sensibilmente la qualità di vita personale e dei conviventi. Inoltre, lo stimolo a urinare, diventa più urgente con una sensazione sgradevole di perdere urine nell’immediatezza (incontinenza da urgenza). Si può manifestare inoltre un gocciolamento di urina al termine della minzione.

Le complicanze dell’Iperplasia Prostatica Benigna

L’ostruzione del flusso urinario, con ritenzione acuta di urine, rappresenta un evento drammatico assai doloroso che porta a rivolgersi al pronto soccorso. Questa spiacevole situazione, può aumentare la pressione nella vescica e limitare il flusso di urina dai reni, sottoponendoli a uno stress non indifferente. Il più delle volte, vi è la necessità di posizionare un catetere a dimora per alcuni giorni e l’aumento della pressione può alterare la funzionalità renale, ma l’effetto è di solito transitorio, se l’ostruzione si risolve precocemente prevenendo danni renali.

L’ostruzione prolungata può portare alla sovradistensione della vescica e causare incontinenza da iper afflusso. Una eccessiva sovradistensione della vescica porta allo stress da distensione delle piccole vene nella vescica e nell’uretra che possono rompersi causando il passaggio di sangue in vescica quindi ematuria.

Quando l’esplorazione rivela la presenza di una prostata ingrossata, o quando il soggetto presenta sintomi di blocco dell’urina, il medico esegue un esame di urine per accertare l’assenza di infezione o sanguinamento. Dosare il tasso ematico dell’antigene prostatico specifico (PSA) è una prassi consolidata ma può risultare elevato sia in soggetti affetti da IPB voluminosa o complicata, che da pazienti affetti da cancro della prostata. Pertanto non risulta dirimente ma indicativo di qualcosa che non va.

Come diagnosticare l’IPB

Palpazione della prostataIl primo atto medico consiste nella semplice esplorazione rettale (palpazione della prostata attraverso il retto), che può evidenziare un marcato ingrossamento della ghiandola, un suo indurimento, presenza di noduli sospetti o di infiammazione. Questo è un esame molto soggettivo e dipende dall’esperienza dello specialista urologo. L’esplorazione rettale fornisce tuttavia preziose indicazioni da integrare con una ecografia sia sovra-pubica che trans-rettale. La valutazione del residuo post minzionale, cioè valutare se rimane urina in vescica dopo aver urinato, costituisce un ulteriore prezioso elemento, sintomo importante, di una malattia avanzata. Altro elemento da valutare è lo spessore delle pareti vescicali, che può aumentare in caso di severa ostruzione per lo sforzo esercitato dal muscolo vescicale e costituisce segno di ostruzione al deflusso urinario. L’ecografia inoltre consente di evidenziare patologie associate in una IPB trascurata, come diverticoli vescicali, calcoli, o sedimento nel serbatoio vescicale.

L’uro-flussimetria è forse l’esame più semplice e più utile in una iperplasia prostatica, perché evidenzia se tale patologia causa un’ostruzione o meno. Distingue perciò una iperplasia sintomatica significativa, da quella non significativa, sulla dinamica della curva minzionale. Alcuni parametri come Qmax (velocità di flusso massima) sono usati unitamente ad alcuni algoritmi per verificare la risposta alle terapie mediche o chirurgiche nel tempo.

Il PSA deve essere eseguito nei pazienti con IPB, per monitorizzare la velocità di crescita prostatica e al contempo per valutare se coesiste una componente maligna della patologia. È un esame del sangue, e pur non essendo un indicatore oncologico, ci indirizza verso indagini di secondo livello spesso utili per una diagnosi precoce. Un suo innalzamento richiede sempre un costante monitoraggio ed, eventualmente, esami più approfonditi.

In caso di sospetto cancro della prostata, per contribuire a identificare un campione di tessuto adeguato per la biopsia della prostata si può impiegare l’ecografia trans-rettale. Negli uomini che presentano livelli elevati o crescenti di PSA, per favorire la diagnosi e il trattamento dell’IPB si può integrare la diagnostica ecografica con una nuova tecnologia definita RMN multi-parametrica ed eventuale biopsia a fusione di immagini (biopsia prostatica fusion). 

Il trattamento della prostata ingrossata

Il più delle volte non è necessario alcun trattamento, a meno che l’IPB non determini sintomi o complicanze come infezioni delle vie urinarie ricorrenti febbri uro settiche, alterata funzionalità renale, calcoli o ritenzione urinaria.

Trattamento farmacologico

Terapia farmacologicaIl ricorso alle opzioni farmacologiche come bloccanti alfa-adrenergici (terazosina, doxazosina, tamsulosina, alfuzosina o silodosina) permettono una notevole riduzione della sintomatologia inducendo il rilassamento di alcuni muscoli del collo  della vescica ove sono situati recettori specifici  e possono migliorare il flusso urinario. Altri farmaci (la finasteride e la dutasteride) bloccano gli effetti degli ormoni maschili responsabili della crescita della prostata, riducendone il volume e quindi riducendo il rischio di complicante. Alcuni pazienti possono avere la necessita di un trattamento combinato con un bloccante alfa-adrenergico in aggiunta alla finasteride o alla dutasteride.

Intervento chirurgico

In caso di inefficacia della terapia farmacologica, si può pensare a un intervento chirurgico. La chirurgia permette la riduzione dei sintomi normalmente duratura per tutto il periodo di vita. La tecnica chirurgica più comune è la resezione transuretrale della prostata (TURP), ovvero si inserisce un endoscopio (strumento a fibre ottiche) attraverso l’uretra e si seziona la prostata in sottili sfoglie eliminate dall’uretra peniena. Un elettrobisturi collegato a un endoscopio viene utilizzato per asportare quello che comunemente si chiama adenoma prostatico. La TURP non richiede un’incisione della pelle. Il decorso post operatorio medio richiede tre giorni e raramente emotrasfusione. Nel post operatorio verrà posizionato un catetere e dei lavaggi che verranno rimossi in terza giornata.

La TURP può comportare complicanze, le più frequenti, l’infezione e il sanguinamento. La procedura può anche causare disturbi erettivi. La frequenza con cui si verifica la disfunzione erettile è sconosciuta. Alcuni studi ritengono che fino al 25% degli uomini, sottoposti alla TURP, lamenti  la disfunzione erettile, ma le percentuali della maggior parte delle stime sono inferiori (5 - 10%). Dopo la TURP, alcuni pazienti possono avere una eiaculazione retrograda.

Trattamenti alternativi

Green LaserOnde di radiofrequenza (vaporizzazione a radiofrequenza) procedura di termo terapia ad alta energia, In questo sistema una corrente di radiofrequenza monopolare a bassa frequenza comporta una necrosi coagulativa per riscaldamento. Trattamento ambulatoriale disostruttivo con precise indicazioni. Laser terapia interstiziale, un innovativo trattamento ambulatoriale che riduce il volume prostatico del 30-40 % consentendo un soddisfacente recupero della regolare minzione

  • Ultrasuoni (ultrasuoni focalizzati ad alta intensità; non approvati negli Stati Uniti per il trattamento dell’IPB)
  • Vaporizzazione elettrica (elettrovaporizzazione transuretrale)
  • Laser (laserterapia) con luce verde green laser per il trattamento in day surgery o con una notte di ricovero sembra attualmente essere il gold standard perché di facile esecuzione in assenza di perdite ematiche proponibile anche in pazienti complessi che assumono anticoagulanti.

Per identificare la sintomaticità di una prostata ingrossata è importante rivolgersi a un Medico Specialista Urologo, in grado di stabilire la giusta terapia. Ricordiamo, tuttavia, che alcune malattie possono essere identificate anche sul nascere, attraverso una visita di prevenzione Andrologica-Urologica, in particolare in determinati periodi della vita: durante l'infanzia, nel periodo puberale, in età adulta e in età avanzata.