Uretrite maschile: cura e trattamento

Uretrite maschile: cura e trattamento

L’ uretrite è un processo infiammatorio acuto o cronico dell'uretra, che rappresenta il tratto terminale delle vie urinarie. Nella donna questo condotto è molto breve e per questo motivo le donne lamentano una maggiore incidenza di cistiti batteriche, mentre nell'uomo, oltre ad essere di lunghezza superiore circa 15-20 cm, l’uretra permette il passaggio all'esterno sia di urine che di liquido seminale in quanto i dotti eiaculatori si trovano all’interno del condotto stesso.

Uretrite, cistite e altre infezioni delle vie urinarie

L'uretrite viene causata da agenti patogeni che colonizzano l’uretra maschile o femminile, per via ascendente o discendente, più raramente per via ematica. Si manifesta principalmente sia nelle donne che negli uomini di età compresa tra i 16 ed i 40 anni. 

Questo tipo di infezioni interessa usualmente le basse vie urinarie, ovvero l'uretra e la vescica.  In assenza di trattamento, le infezioni possono diffondersi al tratto urinario superiore, ovvero agli ureteri e ai reni. Si creano quindi varie situazioni patologiche come infezione della vescica, denominata comunemente cistite, che rappresenta l’infezione delle vie urinarie più comune.

Quando ad essere interessata è solo la parte terminale delle vie escretrici, ovvero l’uretra , si parla di uretrite, mentre nella rara evenienza che l’infezione interessi l'uretere, avremo un quadro di ureterite. La pielonefrite, invece, è una grave infezione che interessa il rene, di solito associata a malformazioni o patologie locali che permettono il reflusso delle urine. In altri casi, la presenza di calcoli urinari provoca stasi delle vie escretrici e induce una condizione su cui possono svilupparsi infezioni batteriche. È una condizione  patologica che richiede intervento medico adeguato e urgente. Se non trattata può condurre alla perdita della funzionalità renale e, nei casi più gravi, anche alla morte del paziente.

I sintomi dell’uretrite

I sintomi principali dell’uretrite nell’uomo sonoperdite bianco giallastre dal pene oppure trasparenti (giallo verdastre in casi particolari, come micosi o uretrite gonococcica), sensazione di bruciore più o meno intensa e dolore durante la minzione, associata o meno a irritazione sulla punta del pene.

Nella donna raramente causa sintomi evidenti di per sé, ma può spesso essere associata a infiammazione del collo dell’utero. Il sintomo lamentato è il bruciore minzionale, associato all’aumento della frequenza minzionale, con urgenza che condiziona la vita lavorativa e di relazione.

I sintomi di cistite e uretrite, ovvero le infezioni delle basse vie urinarie, comprendono: aumento della frequenza a urinare (pollachiuria), urgenza a urinare, minzione dolorosa (stranguria), sangue nelle urine e, in casi gravi, urina purulenta (piuria), accompagnata a febbre con brividi, ovvero febbre urosettica, che raggiunge temperature corporee assai elevate e pericolose per la salute.

Le donne, oltre che il bruciore minzionale, hanno una contemporanea infiammazione del collo dell’utero (cervicite), caratterizzata da perdite vaginali con gocce di sangue intermestruale o dolore durante e dopo i rapporti.

Gli uomini possono manifestare perdite trasparenti o bianco giallastre associate a bruciore o dolore durante la minzione, oppure una sensazione di prurito o dolore pungente all’interno del pene. Se l’infezione si diffonde dall’uretra ai testicoli, si può manifestare un dolore ingravescente allo scroto, con coinvolgimento del testicolo nell’infezione, con un quadro di orchiepididimite.

Le cause dell’uretrite

La maggior parte delle infezioni delle vie urinarie è imputabile al batterio Escherichia coli, presente nell'intestino. Questo, attraverso la cute dei genitali e dell'ano, può penetrare nell'uretra o trasmigrare, per processi infiammatori cronici del colon, alla vescica. Altre possibili cause sono ascrivibili a microrganismi presenti nel tratto intestinale, quali, Proteus, Klebsiella, Enterobacter, Enterococcus faecalis, Pseudomonas.

 Le donne sono più interessate e colpite da questo tipo di infezioni, in quanto lo sbocco dell'uretra è in prossimità dell’ano e della vagina, due aree normalmente colonizzate da batteri. La brevità dell'uretra rispetto a quella maschile rende possibile e più facile la colonizzazione delle vie urinarie da parte di questi batteri.

La trasmissione per via sessuale avviene usualmente per germi come la clamidia il trichomonas, il gonococco. Avviene con rapporti vaginali, orali o anali soprattutto non protetti.

Altre cause dell’uretrite sono le infezioni da trichomonas o da herpes genitale. Se l’uretrite è provocata dall’herpes, normalmente sono anche presenti lesioni vescicolari sull’esterno del pene di tipo cutaneo.

Come prevenire l’uretrite

Alcune condotte possono minimizzare il rischio di incorrere in un'infezione delle vie urinarie.  Si consiglia di eseguire una corretta igiene intima prima e dopo i rapporti sessuali.  In particolare, nelle donne la pulizia deve essere attenta e completa dal d’avanti, verso la parete posteriore, per evitare che i batteri presenti nelle feci possano penetrare attraverso l'uretra. È utile bere molta acqua, per minimizzare il rischio di infezione. L’abitudine di urinare dopo i rapporti sessuali permette, invece, di far diminuire la carica batterica e minimizza i reflussi, mentre regolarizzare l'intestino diminuisce, infine, il rischio di infezione su base colitica.

Gli esami diagnostici

Il primo esame da eseguire per la diagnosi di uretrite è quello obiettivo. Negli uomini, l’esame obiettivo potrà evidenziare la presenza di arrossamenti del meato uretrale, secrezioni dal pene, tumefazioni e linfonodi nella zona dell’inguine, gonfiore del pene, arrossamenti cutanei, tumefazioni testicolari. Nelle donne potrebbero essere evidenti perdite uretrali, dolore alla visita ginecologica e in particolare alla digitopressione uretrale.

Fra i test che usualmente vengono richiesti, oltre ai normali esami ematochimici, possono esserci il test della proteina C-reattiva, la VES, un’ecografia renale e vescicale, l’analisi delle urine e un’urinocoltura, Test per il gonococco, Clamidia e altre patologie sessualmente trasmissibili, eseguibili con semplici tamponi uretrali. È possibile, inoltre, eseguire anche un antibiogrammaal fine di determinare l'antibiotico più sensibile da utilizzare per il trattamento del batterio responsabile dell'infezione. 

Uretrite: cura e terapia antibiotica

Il cardine su cui si basa la cura dell’uretrite è la terapia antibiotica, esclusivamente mirata contro i patogeni identificati attraverso urinocoltura ed antibiogramma. Le molecole più indicate sono: cefalosporine di III generazione (Ceftriaxone i.m.), i macrolidi e le tetracicline, soprattutto la doxiciclina.

Nel caso della Chlamydia trachomatis, le molecole che ottengono i risultati migliori sono Azitromicina e Doxiciclina.

Alla terapia antibiotica possono associarsi presidi farmacologici o di nutriceutica con lo scopo di alleviare la sintomatologia. Possono risultare utili analgesici, per lo più FANS e antipiretici, qualora i sintomi sistemici comportino rialzo febbrile.

Quando la causa risiede in un fenomeno transitorio, in un trauma o altra patologia sottostante, è necessario risolvere la causa primaria per permetterne la guarigione definitiva.

In rari casi particolari, è infine necessario diagnosticare ed intervenire sulle complicanze dell’uretrite, finanche ad un approccio prima endoscopico e poi eventualmente chirurgico. Quando si verifica una stenosi uretrale definitiva, o la stenosi stessa sia la causa delle infezioni ricorrenti, è necessario procedere ad una dilatazione endoscopica con laser o meccanica mediante palloni dilatatori medicati, che evitano l’alta percentuale di re-stenosi. Un corretto approccio e un rigoroso inquadramento del problema riescono spesso a migliorare sensibilmente le forme ad andamento recidivante e risolvere i processi acuti.

 

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