Cura e protesi peniene

Cura disfunzione erettile: interventi e protesi  

La correzione delle curvature del pene tramite operazioni di corporoplastica costituisce il presidio elettivo nei casi di disfunzione erettile su base anatomica in cui l’eccessiva curvatura del pene non consente l’attività sessuale. La chirurgia vascolare ricostruttiva ha indicazioni assai limitate. Gli interventi di rivascolarizzazione in gran voga nello scorso decennio sono ormai abbandonati per la pochezza di risultati e destinati a casi assai specifici.

La terapia protesica si basa sulla sostituzione del normale meccanismo erettile con dispositivi inseriti direttamente all’interno dei corpi cavernosi che hanno la capacità di sviluppare un’idonea rigidità. Si riserva questa opzione nei casi in cui le altre terapie non hanno avuto esito favorevole. Tra le protesi, disponiamo di varie opzioni ossia, protesi semirigide, che possiedono una rigidità permanente e mantengono il pene in uno stato di costante semirigidità, e protesi idrauliche, che invece hanno la capacità di passare dallo stato di flaccidità a quello di erezione, grazie ad una serie di dispositivi interni, imitando il normale processo erettivo.

 

Descrizione procedura chirurgica di impianto di protesi peniena

Cure disfunzione erettile

L’intervento di impianto di protesi peniena tricomponente viene condotto agevolmente in meno di un’ora di procedura chirurgica in un solo giorno di ricovero.

La protesi come visibile dal video in basso è composta da tre separati componenti (tricomponente).  Mediante  una unica piccola incisione chirurgica minimale, di circa 3-4 cm sul pube o sotto al pene cioè sullo scroto, viene preventivamente posizionato un serbatoio sferiforme che contiene il liquido del circuito, accanto alla vescica. 

Successivamente si posizionano i cilindri all’interno dei corpi cavernosi tramite una esigua incisione che viene chiusa con un punto di filo e per ultimo si posiziona nello scroto la pompa di attivazione occultata e praticamente invisibile.

Terapia chirurgica disfunzione erettile 

Al termine si realizzano delle connessioni stagne dei tubicini che permettono il passaggio del liquido dal serbatoio ai cilindri, realizzando la fase erettiva o dal cilindro al serbatoio quando il pene deve essere flaccido. Non sono visibili le cicatrici chirurgiche, né tantomeno le componenti dell’impianto protesico.

Guarda il video per vedere il funzionamento dell'impianto di protesi peniene.  

 

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